Introdotta a Navelli (AQ) nel Medioevo, la coltura dello zafferano (Crocus sativus) ha condizionato per secoli (assieme al commercio della lana di pecora) l’economia della città dell’Aquila.
Ricavato dal filamento di colore rosso posto al centro del fiore, lo zafferano si raccoglie a mano nelle fredde mattine d’autunno e poi asciugato sul fuoco. Le difficoltà di raccolta e la complessità di lavorazione ne fanno un prodotto costoso, al punto che un grammo di zafferano costa quanto un grammo di oro.
La zona di produzione, compresa tra i 350 e 1000 s.l.m., è tutta inclusa in provincia dell’Aquila.
La Bottega di Maja - Gastronomia e Natura
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